Archeologie. Segni di un passato in un tempo futuro Personale di Giuliano Giuggioli. 9 dicembre 2017 - 11 marzo 2018

sabato 9 dicembre 2017, ore 17:00

Inaugurazione  “ARCHEOLOGIE” Segni di un passato in un tempo futuro.

Nella mostra, organizzata da Casa d’arte San Lorenzo e FuoriLuogo – servizi per l’arte e curata da Filippo Lotti e Luca Nannipieri, saranno esposte circa trenta opere di pittura dell’artista vetuloniese.

Giuliano Giuggioli è nato il 14 luglio 1951 a Vetulonia, in provincia di Grosseto. La sua formazione artistica ha seguito un iter consueto in altri tempi: autodidatta, ha appreso tutte le tecniche pittoriche e di stampa frequentando assiduamente le botteghe, le stamperie e i cantieri artistici, formandosi una solida cultura generale e soprattutto professionale. Attualmente la sua produzione spazia dalle grandi tele ad olio, alle sanguigne, alle tecniche su carta e legno, affreschi, murales, ceramiche, acqueforti, serigrafie e litografie.

Nel 2004 si è dedicato anche all’attività di scenografo, realizzando le scene per il musical Cleopatra, di Lamberto Stefanelli.
Ha partecipato alle ultime cinque edizioni dell’Art Expo di New York, dove, inoltre, è stato ospite dell’esclusivo Circolo degli Artisti della città. Molte sue opere sono state pubblicate dalla rivista “Anima Mundi” edizioni Eri/Rai, diretta da Gabriele La Porta.

I suoi lavori, presenti in numerose collezioni pubbliche e private sia in Italia che all’estero, si trovano in permanenza presso la galleria che egli stesso da molti anni cura a Follonica (Grosseto), città in cui vive e lavora, presso la Galerie Zabbeni a Vevey (Svizzera), presso la Dennis Rae Fine Arts a San Francisco.

 

“Questa mostra per Giuggioli è un tassello importante nella carriera artistica – spiega Filippo Lotti – è un ritorno alle origini, è un riportare tutto a casa, dopo il bagaglio importante di esperienza artistica che ha fatto in oltre quarant’anni di pittura”.

“Per lui – continua Lotti – nascere in terra di etruschi, ha sensibilmente contribuito alla sua formazione culturale e poi alla sua poetica espressiva. Da piccolo, anche dopo il trasferimento sulla costa, tornava spesso in quel “parco giochi” che la città etrusca gli offriva. I ricordi di bambino si intrecciano con aneddoti e curiosità che hanno dato formazione a un ragazzo sempre attento al mondo che lo circondava e desideroso di apprendere il più possibile.”

Lo storico dell’arte Luca Nannipieri scrive nel testo del catalogo editato appositamente per la mostra: “Giuggioli abita un altro satellite: quello non dell’inconscio reso espressione, ma della messa in crisi del perfettamente conscio. Se una nave la vediamo, come in alcune sue opere, incagliata in cima ad una catena montuosa priva di vegetazione, una catena montuosa lunare, inospitale, impraticabile, e per di più la nave continua a buttare fumo dai fumaioli come se stesse tranquillamente solcando l’alto oceano, a che cosa ci spinge questa immagine onirica se non a mandare in corto circuito l’idea che vi siano certezze visive, esperienziali, nella nostra vita? L’unica certezza è l’inaudito, sembra dirci Giuggioli, ovvero accettare che l’infinito abiti il nostro finito e lo innalzi al di sopra di noi stessi.”

La mostra, che è stata possibile grazie al supporto del Caffé Damoka, sarà visitabile fino all’11 marzo 2018 presso il Museo Isidoro Falchi.

Per info su opere ed artista: Casa d’Arte San Lorenzo 0571 43595 – galleria@arte-sanlorenzo.it