Mostre Temporanee Antichità Sequestrata - 23 luglio/15 novembre 2015

Vetulonia, Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi”, 23 luglio – 13 novembre 2015

Il progetto scientifico della mostra-evento Vetulonia 2015 è stato concepito nel quadro del rapporto dialettico istituibile fra i due termini entro i quali prende forma il titolo eletto a definirla: “ANTICHITA’ SEQUESTRATA. A Vetulonia l’Italia antica si ritrova a tavola”. Il tema ormai quasi abusato del banchetto e dell’alimentazione, dilatatosi fino a divenire oggetto dell’Expo Universale 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, attinge nuova linfa dalla tematica del sequestro dei beni archeologici, recuperati dalle Forze dell’Ordine e restituiti alla fruizione collettiva.
La mostra vetuloniese intende raccogliere “intorno alla tavola del banchetto” un nucleo esplicativo di reperti mai esposti in pubblico, sostanzialmente inediti, atti a raccontare la molteplice e variegata espressione dei popoli che componevano il quadro culturale dell’Italia antica riuniti intorno alla mensa conviviale.
Oggetto di studio e di interesse da parte dei musei del territorio toscano, e più specificamente della Maremma grossetana, almeno a partire dal 2010, il banchetto e il simposio degli Etruschi hanno dato luogo alle manifestazioni espositive elaborate nel quadro del progetto interregionale “Terre degli Etruschi”, che ha coinvolto – insieme alla Toscana – anche il Lazio e l’Umbria e all’interno del quale il museo di Vetulonia ha ricoperto sin dal principio un ruolo primario. Ultima tappa di questo percorso, il Civico Museo Archeologico di Milano, in correlazione con gli eventi culturali presentati nel fuori Expo della Regione Toscana presso i Chiostri dell’Umanitaria, ha allestito il “Simposio Etrusco” nello spazio dedicato alle manifestazioni del popolo del Tirreno.
La volontà di riproporre con forza la tematica alimentare, insieme a quegli aspetti culturali innegabilmente ad essa congiunti, quali ad esempio quello del modo di disporsi a tavola, traducibile nella formula del “mangiare seduti”, caratteristica di un’epoca più antica, contrapposta a quella del “mangiare sdraiati” desunta dalla moda greca e orientale, volontà coniugata al desiderio di affrontare un argomento talora tacciabile di ovvietà, in maniera nuova e, se possibile, originale, ha indotto il Museo vetuloniese, di concerto con l’Amministrazione Comunale, a richiedere la collaborazione del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza per la realizzazione di un nuovo evento con opere provenienti da sequestri giudiziari inerenti al tema del banchetto nell’antichità e capaci di sostanziare il racconto delle diverse culture (eneolitica, etrusca, italica, romana, greca, magno-greca) presenti nella Penisola italiana a partire dall’età del Rame fino alle soglie dell’Impero Romano.

Un viaggio inedito attraverso le tavole apparecchiate di tutti i tempi e di tutte le culture antiche presentato attraverso reperti “perduti”, dapprima sottratti alla comunità scientifica e poi recuperati e restituiti al pubblico godimento e alla comune conoscenza attraverso l’operato delle Fiamme Gialle.
Logo della mostra, una straordinaria statuina in bronzo, conservata da circa un secolo presso
i depositi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, correlata strettamente al simposio, ultimo atto del banchetto aristocratico etrusco, al pari di quello greco, da cui quest’ultimo trae ispirazione. Un reperto recuperato agli inizi del ‘900 da Isidoro Falchi – il medico appassionato di Archeologia cui si deve, sul cadere del secolo XIX, la riscoperta di Vetulonia – e dal genero di questi, l’archeologo Luigi Pernier, in uno dei depositi votivi scoperti sull’acrocoro della città, la cosiddetta Arce e mai ritornato sino ad oggi a Vetulonia.